Verità supposte |
...o supposte di verità |
La componente finto vip a Cagliari, città dove l’apparenza è uno dei “valori” fondanti” dai giovani ai meno, è forte. Li vedi in giro nei locali. Sono quelli che ostentano ricchezze che non hanno, spendono e spandono, steccano. Non leggono, non studiano, non si informano. O se leggono il loro livello è da Corriere dello Sport. Comprano auto che poi rivendono due giorni dopo perchè non le possono mantenere. Acquistano beni di lusso ma poi piangono liste omaggio in discoteca, rispondono con gli squillini, non pagano i dipendenti, nascondono giacche e borse nei divanetti del privè per evitare di pagare il guardaroba e cercano sempre il sotterfugio, la fregatura, l’imbroglietto in giro, lo sconticino. Essere dei vip, entrare nella “società”, è un obiettivo di molti e molte. Per farlo, bisogna frequentare i posti e i giri giusti, perdere identità, far finta di non essere ciò che si è. E poi fregare e magari raccontarlo in giro. Una buona cartina tornasole di questo mondo di cartapesta lo fanno le recensioni dei locali nei quali in modo tambureggiante si scrive che tutti gli ambienti sono “esclusivi” e “selezionati” (ma naturalmente non è così), in cui si spinge affinchè si sappia che qui c’è “la miglior gente” (e quale sarebbe, in base a che criteri?) come se ci fosse la gente migliore e peggiore in base a come ti vesti e a dove vai, al drink che consumi o al fard che ti metti. Si regala, insomma, l’idea, che il bello sia un abito firmato, un sorriso sfatto, una ragazzina che spende i soldi guadagnati dalla mattina alla sera in un bancone bar o in un call center per farsi bella la sera, atteggiarsi da modella ed essere appetibile a qualche imprenditorino rampante con suv appena regalato da papà. Se essere vip o far finta di esserlo è una macchietta di qualcuno/a che ci piace prendere in giro ben sapendo che fa parte di una delle rappresentazioni più interessanti del nostro piccolo mondo cagliaritano, delle sue componenti sociali meno importanti, la preoccupazione è per l’economia e il futuro. I buoni imprenditori, onesti e intelligenti, scarseggiano. Vanno avanti soprattutto gli imbroglioni e i barbari. Tante attività sono passate di mano da padri coraggiosi e lungimiranti nei decenni del miracolo italiano a figli ignoranti e volgari che non riescono nemmeno a conquistare un diplomino scadente.
Aggiungerei che il cagliaritano doc possiede solo ed esclusivamente specchi di legno. Mai visti uomini prendersi più sul serio e credersi belli belli da impazzire (cit.)