Verità supposte |
...o supposte di verità |
Credo di aver finalmente capito cos’è che mi fa tanto arrabbiare. Prima pensavo fossero diverse cose o caratteristiche delle persone. Invece poco fa ho zittito il mio collega con la battuta acida scaturita dal “troppo pieno” e credo di aver finalmente capito la categoria che racchiude tutte le cose che odio.
Dice che farà le chiusure aziendali di Pasqua ma saranno ferie sprecate perché dovrà stare a casa con il figlio (2 anni) in quanto sarà chiuso anche l’asilo. Ripete in continuazione che questo bambino gli impedisce di uscire la sera -è così bello stare buttati al Pratello a bere la birra- e poi gli ha comprato apposta i giochi da giardino pensando: così lo metto lì e io posso dedicarmi a me stesso. Invece, pensa un po’, la moglie gli dice che deve stargli dietro, si può fare male. Oh ma che palle perdere tempo a fare le cose stupide che fanno i duenni. Pensa che si diverte a correre su e giù per le scale. Se è così ignorante da entusiasmarsi per una cosa così piccola il giorno che si farà male capirà quanto è stupido. E poi non dorme la notte. O si muove troppo o si ammala di continuo. Ma l’altro giorno gliel’ha detto che non sopportava più i suoi mugugni e le due ditina tese ad indicare qualcosa. Insomma se vuoi qualcosa mi dici “papà per favore, mi dai l’acqua” altrimenti non ti do niente e vedi come impari. Ecco cosa racconta. Serio, irritato, in cerca di appoggio morale.
Aspetta che cresca, perché a questa età sono veramente inutili: non parlano e quindi non sai cosa vuole o cosa gli piace. Non puoi farci chiacchierate, non puoi instaurare nessun rapporto. Ha un cervello troppo limitato. Quando sarà grande parleranno e saranno amici.
Adesso credo che questo concentrato di idiozia -del padre non del duenne- rientri nella macrocategoria che racchiude tutte le cose che odio.
Non è solo che sei stupido -in questo caso specifico- è che non conosci neanche te stesso e in generale sei troppo vile per fare quello che vuoi. Allora ti adegui. Alla famiglia, alla cultura di appartenenza, alla società. E fai tutto quello che va fatto ma di cui non te ne frega proprio niente. Hai l’età del matrimonio e sposi la ragazzina con cui sei fidanzato da 20 anni perché è arrivata l’ora. Senza chiederti se la ami ancora o se stai andando avanti d’inerzia, come un motorino a puleggia di uno stupido Califfone. Oppure ti rendi conto che è arrivata l’ora ma sei solo e allora illudi te stesso e te la racconti talmente bene che credi di essere innamorato proprio del primo/a che passa. Pensa, fino a ieri pareva così difficile e adesso -caso strano- non solo sei innamorato, ma è perfetto. Come no. Ti aspetto fra qualche anno.
Sposi un pirla o una capra perché si fa così e poi arriva l’ora di un figlio. Ed eccolo lì il duenne. Ignaro, che guarda questa testa di cazzo come fosse un supereroe. Perché è così che ti vede, pensa la responsabilità che hai. Pensa l’onore. Pensa che come ti vede un figlio non ti vedrà mai nessuno. Un figlio riesce a sorvolare sulle tue piccolezze e sei la sua vita. Fidati che così nella vita non ti vedrà nessun altro. E invece di diventare matto per un essere che pende dalle tue labbra, che ha necessità di te per scoprire tutto quello che c’è al mondo, anzichè farti venire i lucciconi davanti al suo infinito stupore, tu che fai? Lo ignori, aspetti che cresca per avere un confronto “alla pari”, gli sbuffi davanti, lo mortifichi con le tue pretese da stupido adulto vile che non è neanche capace di farsi valere nella vita.
Quello che odio è l’incapacità di certe persone di essere se stesse, la tendenza a omologarsi e poi buttare merda su quel mondo che hanno accettato. Sposati certo, però rincorrono ogni gonnella -perché mia moglie dopo il parto non è che sia proprio un fiore- e odiano la vita di coppia, odiano i bambini e ne fanno piccoli schizofrenici che spenderanno interi stipendi in psicologi.
Abbi i coglioni, che tu sia maschio o femmina, di essere ciò che vuoi. Non te l’ha ordinato il medico di sposarti, né di mettere al mondo infelici. Resta single e vai al Pratello, tromba come un riccio, fai un po’ il cazzo che ti pare. Ma non guardare con aria di superiorità chi si vive la sua vita senza uniformarsi per forza e poi disprezzando e rovinando quello che ti sei controvoglia costruito.
Soprattutto quando hai a che fare con un duenne, che di stupido ha solo una cosa: l’incapacità di capire che fra voi due la testa di cazzo sei tu e per questo indegno di lui. Non il contrario. E quando crescerà scordati che farà lunghe chiacchierate con te e diventerete amici. Da grande ti tratterà come tu gli hai insegnato: come un estraneo, come un nemico, come un patetico vecchio rompicoglioni che si è creato terra bruciata intorno.
Si è offeso.
Pensa te.
Da leggere e rileggere e rileggere ancora.